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Fra Michael Daniels classe 1964 è il principale punto di riferimento di Abbraccio Company oltre che co-fondatore e Presidente Onorario dell’Associazione Onlus Spirit in Dance. Da  Ottobre 2005 Fra Michael è volato in Guinea Bissau raggiungendo i suoi confratelli missionari a Bissau, sede di una delle 8 missioni francescane.  Era forte volontà di Michael darsi da fare per i più poveri: la Guinea Bissau è infatti uno dei paesi più poveri del mondo.  Abbiamo ora la grande occasione di avere notizie del suo Apostolato e nelle nostre possibilità cerchiamo di sostenere le sue attività. 

 

Lettera di Fra Michael per Abbraccio tra Pane e Pesce II Edizione Pro Save Guinea

Cari amici e sostenitori: “Pace e bene”.

Mentre gustate qualche delizia della nostra tradizione culinaria, vi informo che i proventi di queste iniziative organizzate dalla ONLUS Spirit in Dance in amicizia e partnership con il Comune di Padova e l’Assessorato al Commercio del Comune di Padova, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Chioggia, la Pro Loco, la Fondazione della Pesca, le Cooperative di molluschi “Fasolari” e “OP Bivalvia Veneto”, l’Ortomercato di Chioggia e l’Associazione Mercato Ittico 

Da Frati Francescani sentiamo che la nostra presenza missionaria non vuole rispondere a delle sole esigenze materiali se

 

non perché finalizzate ad un “più” di dignità e gusto del vivere che ogni donna e uomo che nascono al mondo anelano.

 

Le opere di tutti i missionari e missionarie, voi laici volontari inclusi (!), sono la coscienza visibile del destino universale dei beni cui tutti avrebbero diritto per vivere un po meglio. Senza il vostro aiuto non è possibile. In un mondo in crisi economica, quindi tentato di chiusura egoistica, la vostra offerta pro povertà di quaggiù ha il sapore di un inno alla carità. Dell’Italia si dice molto e male. Noi missionari diciamo che è la prima nazione al mondo in opere costruite e realizzate grazie al volontariato e generosità degli italiani, di ieri, d’oggi e, speriamo anche del prossimo futuro. Grazie.

frate Michael Daniels

Per donazioni:

Spirit in Dance Ass. Onlus – Via Jacopo della Quercia 63 35134 Padova Pd

Iban IT 73 A 08429 62420 0000AC123189

   

 

“Il Signore vi dia pace”.                                                                                                                   (febbraio 2010)
 
Il mese di Dicembre in Guinea-Bissau è stato un tuffo in un mare di segnali positvi e negativi, speranze e delusioni. Il Natale di Gesù ci annuncia nella liturgia un’epoca di recuperata felicità, un periodo di compimento di promesse messianiche nella Persona del Redentore. Come vogliamo rispondere a questi appelli celesti alla nostra conversione, per preparare cammini di giustizia, di pace, di libertà, di maggior dignità da restituire all’esistenza di molti? La domanda per un missionario, ma aperta a tutti i battezzati, mi ha provocato e spronato ad assumere ancor più quel compromesso di pace e bene che son venuto a condividere sulla scia di molti altri religiosi e religiose venute in terra di Guinea. Non è difficile esere profeti quaggiù; difficile è contribuire a rendere presenti momenti prolungati di civiltà dell’amore. Prolungati, perché i guineani non sembrano trovare la pace. Prima del Natale è stao organizzato un piccolo spettacolo di danza moderna da parte di alcuni giovani nel salone del parrocchiale, in modo da portare i proventi ad un campo rifugiati. Così abbiamo fatto a 2 gg dal Natale, visitando l’unico campo rifugiati della Guinea sotto la tutela delle Nazioni Unite. Un piccolo gesto, perché le cose non erano molte, ma il gesto è stato apprezzato, anche perché condito di animazione per tutto il villaggio. ll lunedì successivo al Natale ci siamo recati alla sede locale delle Nazioni Unite per fare il rapporto sullo stato di degrado di alcune persone (malattie gravi senza assistenza medica),  della mancanza di pozzi d’acqua funzionanti e la necessità di risistemare la strada (16 km di cammino impervio!). La nazione è stata perturbata quello stesso lunedì 28 dall’arrivo alla sede delle Nazioni Unite di un generale della Marina militare che era fuggito all’estero da tempo, ed improvvisamente rientrato chiedendo asilo nelle N.U.
Se in mezzo a tutto ciò, resta il tempo di accorgersi del volo e bellezza di una farfalla, o di guardare più a fondo nelle persone che incontriamo non considerandole una routine, allora siamo desti a Lui, al Redentore, per quanto difficile e non scontato.
A Gennaio mi son concesso dopo 2 anni di inviti insistenti, una 24 ore presso delle suore amiche chevivono nel nord-ovest del Paese. E’ stato prorio bello. Così come il viaggio da Venerdì alla Domenica nel sud, da altre suore, per un impegno pastorale di animazione in un luogo arduo da raggiungere. Molto bella anche tale esperienza. Sempre a Gennaio ho avuto ospiti 3 amici volontari dal Veneto che son venuti a controllare i lavori di ristrutturazione della Cattedrale e a progettare futuri lavori, che ci auspichiamo siano realizzati da manodopera italiana il prossimo anno, se tutto corre bene. La loro preziosa visita mi ha permesso di di accompagnarli a visitare per 3 gg alcune isole,  di osservare la famosa colonia di ippopotami giganti unica al mondo, dopo ore di ricerca. Per me, francescano, un occasione per meditare sulle meraviglie del creato ed ancor più, di quanto è meraviglioso il Creatore.
Ecco la Guinea tra speranze e delusioni, bello e brutto.
Cari amici, sono alle prese coi lavori alla chiesa e i molti problemi che comporta, ma senza perdermi d’animo. La vita ha in sé la stessa dinamica, che implica una grande responsabilità: il mondo è bello nella misura (relativa) in cui noi lo facciamo bello.
Se non ci distraiamo dal sommo Bello, è possibile ancora trasfigurare il nostro pianeta colla grazia Divina e la collaborazione umana. Chi si distrae e ignora il Creatore, rischia di distrarsi dalle creature sue prossime. Accorgersi del dono che siamo tutti ed è il mondo, è un modo stupendo per iniziare ad amarlo.

frate Michael Daniels

 

Pace e Bene a tutti!                                                                                                                       (dicembre 2009)

Questi mesi trascorsi in Guinea dal mio rientro a Settembre sono trascorsi in una pace profonda. Parlo per me. Sento la benedizione di Dio sulla vita che sto spendendo in questo angolo del mondo. Pace in mezzo alle corse quotidiane che carartterizzano la vita di pressoché tutti i missionari. Con le parole di San Paolo preghiamo di non correre in vano. Così prego anche per voi care amiche ed amici. È necessaria questa dimensione unica del nostro essere per non smarrire le tracce di ciò che conta nel fare il bilancio a fine giornata. Se celebro una Giornata dedicata alle violenze esercitate sulle donne o ai malati di HIV/AIDS, non penso solo alle donne guineensi e ai bambini di quaggiù, ma a tutti, anche i miei conterranei italiani e qualche amico di gioventù scomparso per droga-AIDS ed alle violenze di ogni dove e come. Ci vuole silenzio. Quel silenzio che ci avvolge per circa 9 mesi prima di dischiuderci al mondo raccogliendo tutte le ansie e speranze del grembo che ci ha generati. Per essere seri con la vita altrui – tantopiù minacciata ed infelice di molti qui in Guinea (e non solo) – occorre silenzio. Ma, cari amici e lettori, nella misura in cui trattiamo con cura il prossimo stiamo dicendo come vorremmo essere trattati. Vi partecipo un adagio che suona come promemoria esistenziale: “Il mondo è come lo facciamo”. Naturalmente c’è anche e soprattutto Dio, ma ci muoviamo entro la nostra libertà e la Sua. In Guinea ci sforziamo di viverla come ogni altra buon anima, cioè amando. Talvolta amiamo malamente, esperienza comune agli sposi e fidanzati, ma ci riconfermiamo l’insopprimibile verità che non resta altro cammino da percorre se vogliamo vedere un mondo migliore, quello in cui crediamo. Così questi giorni di Avvento al Natale del Signore diventano una sorta di concentrato di esercizi dello spirito, dell’animo umano nel suo chiarirsi ciò che ciascuno di noi è chiamato ad essere: un opera d’amore. È una trasfigurazione non facile, perché non tutti credono e pensano così. La libertà. Che senso avrà la libertà? In Guinea non è percettibile questo livello di domande esistenziali: altra cultura e percorsi che han portato molti ad essere così. Colpa anche delle catene della miseria –povertà materiale- che impedisce di volare con l’anima a tanti. Eppure ci incontriamo sulle scorciatoie evangeliche indicate da Gesù: i piccoli, gli umili, i semplici e puri di cuore comunque stanno alla presenza di Dio. Sono certo che anche diversi di voi che sono venuti a trovarci hanno potuto palpare che questa è la grazia che accomuna persone da ogni provenienza del nostro globo terrestre. Le differenze sono relative solo se sono relative all’Amore, ovvero, se in relazione all’Amore. Altrimenti diventano atti egoistici. Eccoci, cari amici, i nostri gesti e opere missionarie ci portano inevitabili e connaturali glorie e critiche, ma ci vedranno sempre impegnati prima linea; come un papà e mamma nelle difficili congiunture economiche dell’Italia (e tutti gli altri) che devono dare risposte concrete alla fame dei figli, al diritto/dovere allo studio, alla salute e così via, di cose non più tanto garantite automaticamente. Sotto questo profilo siamo tutti uguali, perché siamo nello stesso e unico mondo. Se lo vogliamo buono dev’esserlo per tutti. Vorreste notizie più concrete ma non è il mio forte dirle, preferisco farle, per dimostrare come spendo gli aiuti che mi mandate. Comunque sono in procinto di rifare il tetto alla Cattedrale di cui sono parroco, oltre al muro di recinzione, le porte laterali, l’impianto elettrico e del suono che spero qualcuno gentilmente contribuisca ad offrire o pagare! Continuo ad occuparmi di bambini e persone malate a 360° (più di cento persone inviate in Portogallo in 3 anni e mezzo); sto applicando le offerte da voi ricevute per pagare borse di studio nelle locali università o altri Centri di Formazione locali; sono membro della commissione Giustizia e Pace, Diritti umani e Sviluppo delle nostre due Diocesi. In quest’ultimo campo sto lavorando con tutti gli interessati a una Guinea-Bissau che oltrepassi l’epoca di assassinii e atti criminosi impuniti che abbiamo sperimentato fino qui  a 35 dall’indipendenza. In fine ma non ultimo, più per sintesi, sono parroco che come ogni pastore èchiamato giornalmente a pascere il suo gregge con amore, a correggere e correggersi. Evviva!

Il Bene sempre.

frate Michael Daniels

 

 

 

 

 

 

di Chioggia, i Panificatori Clodiensi, e con la nuova collaborazione con il Club 35100 Off Road e il Circolo Patavino Auto Storiche per “Motori in Prato”, sta portando una stagione di frutti e aiuti tangibili qui in Guinea-Bissau. Aiuti che sono il semplice risultato di vostre offerte. Oggi l’avere una delle più belle scuole materne della Guinea, materiale ospedaliero (dove la mortalità è annoverata tra le le più elevate del mondo), mezzi di trasporto nuovi per muoversi su quasi strade, donativi per creare sale di studio e formazione per la numerosa gioventù guineense, ambulanze nuove, corriera per trasporto personale e professori, camion da cantiere per i molteplici servizi alla costruzione di generi e materiale, nonché la proposta ultima di voler migliorare l’ospedale di Cumura creando un blocco per le analisi di laboratorio al fine di miglio

 

di Chioggia, i Panificatori Clodiensi, e con la nuova collaborazione con il Club 35100 Off Road e il Circolo Patavino Auto Storiche per “Motori in Prato”, sta portando una stagione di frutti e aiuti tangibili qui in Guinea-Bissau. Aiuti che sono il semplice risultato di vostre offerte. Oggi l’avere una delle più belle scuole materne della Guinea, materiale ospedaliero (dove la mortalità è annoverata tra le le più elevate del mondo), mezzi di trasporto nuovi per muoversi su quasi strade, donativi per creare sale di studio e formazione per la numerosa gioventù guineense, ambulanze nuove, corriera per trasporto personale e professori, camion da cantiere per i molteplici servizi alla costruzione di generi e materiale, nonché la proposta ultima di voler migliorare l’ospedale di Cumura creando un blocco per le analisi di laboratorio al fine di migliorare le diagnosi, poiché qui moltissimi muoiono per “mal di pancia” o “mal di testa” o “febbre”, è un dono importantissimo e straordinario.