Io ho un sogno!
Quante volte sognamo ad occhi aperti, quante volte pensiamo a vivere esperienze che ci possono segnare la vita, quante volte sognamo di realizzare progetti che possono cambiare il destino di qualcuno, o influenzare le propria coscienza e quella altrui.
A me e’ capitato proprio questo, a fine 2007, di ritorno dalla Guinea Bissau. Ho riflettuto a lungo nel cercare un’idea per aiutare concretamente i Frati Veneti… e mi sono venute in mente le parole di Fra’ Michael: “non abbiamo auto per muoverci“.
Mi sono tornate in mente una sera, ero a letto e per tutta la notte ho sognato ad occhi aperti…
Ho sognato di portare 2 o 3 fuoristrada ai Frati Francescani Veneti, partendo da Padova, attraversando Francia, Spagna e mezza Africa; sognavo di unire a me compagni d’avventura diversi tra loro ma che durante il viaggio diventassero una squadra in missione, tutti per uno e uno per tutti.
Sognavo che le auto e le spese di viaggio fossero pagati da un pool di aziende e sponsor; sognavo di percorrere km e km attraversando montagne, deserti e paesaggi indimenticabili, attraversare dogane e popoli diversi.
Sognavo il momento della consegna delle auto ai Frati Francescani Veneti; noi orgogliosi e soddisfatti, loro profondamente commossi.
Ebbene: questo sogno, tutto cio’ che era stato immaginato in quella notte insonne di meta’ gennaio si e’ realizzato.
Ma tutto questo e’ stato realizzato da una moltitudine di persone che ora mi sento in dovere di ringraziare.
Mi preme ringraziare molte persone, per prima la mia famiglia, mia moglie Stefania i miei figli Mattia, Alessio e la piccola Gioia, per aver sopportato un’altra mia lontananza da casa- ogni volta che compio questi sacrifici automaticamente li impongo anche a loro- grazie.
Ringrazio Cristina Marchesi, giornalista freelance, e Lucio Giacon dell’ufficio marketing della Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana, per la paziente tessitura dei rapporti, Andrea Balbo per la preziosa collaborazione; Anna De Prophetis, Silvia Giavazzi e Matteo Zangirolami per i molti servizi di segreteria; tutto lo Staff di Radio Company per il supporto radio e il supporto morale; e Alberto Maritan per il supporto tecnico alle auto.
Un ringraziamento particolare alle aziende che hanno creduto in noi, in primis la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana, che con il suo sostanzioso contributo ha dato il via ufficiale al progetto.
A Isuzu, che con il prezzo scontato per l’acquisto dei pick-up ha fatto capire, a tutte le aziende che sono arrivate dopo, che i motori erano accesi.
Alla Fondazione Giorgio Panto, nella figura di Thomas Panto, che ha contribuito a rendere vero il motto “il Veneto che aiuta i Veneti” in questo caso i Frati Francescani Veneti.
Alle nostre associazioni: Abbraccio Company e la onlus Spirit in Dance.
Alla Regione Veneto, alla Provincia di Padova, al Comune di Padova per il loro patrocinio; e a tante altre aziende che avete visto negli opuscoli distribuiti.
Un ringraziamento di cuore ad un amico Federico Menetto che ci ha messo a disposizione lo storico Caffè Pedrocchi per il galà di presentazione di Road To Guinea Bissau.
Un ringraziamento particolare va alla Polizia di Stato, per il patrocinio, per l’appoggio, per i contatti con il Viminale e le Ambasciate dei vari stati che abbiamo attraversato.
Alla simpatica e volenterosa guida Mauritana Hassan che assecondava questo manipolo di scalmanati italiani, non riuscendo a tenerli a bada.
A Don Youko, il segretario bulgaro dell’ambasciatore del Vaticano, che ci ha prelevato all’ingresso del Senegal e ci ha scortato attraverso tutto il Senegal e il Gambia, facendoci passare tutte le dogane, e quando abbiamo saputo che era milanista gli abbiamo donato la maglia ufficiale del Milan, con il numero e il nome di Maldini; era felicissimo, piu’ per la maglia che per tutto il resto.
Alla moltitudine di persone delle dogane e delle frontiere che abbiamo conquistato con i sorrisi e la simpatia che contraddistingue noi italiani; e anche a quelli che invece che dei sorrisi ci hanno chiesto del denaro, ma in paesi poveri come quelli africani e’ comprensibile.
Ed infine un grazie di cuore all’equipaggio, che mi ha accompagnato in questa splendida avventura, gente che prima di partire semplicemente si salutava e che alla fine del viaggio si abbracciava, a:
Marco Zanin, per l’organizzazione logistica e per la pazienza portata con gli altri componenti dell’equipaggio
Don Moreno Bagarella, per la spiritualita’ profusa e l’umanita’ dimostrata
Antonella Vial, per la sagacia come guida e per aver sopportato 15 maschi con eleganza
Paolo Lazzaretto, per la guida professionale e per le sigarette fumate all’aperto
Stefano Martinelli, per aver curato i rapporti con il ministero, col Viminale e con le ambasciate.
Anacleto Comin, per la saggezza e la calma profusa
Rossano Garato, per aver ripreso tutto, nonostante tutto, e per aver mangiato tutto!
Max Biraghi, per le ore di collegamenti con l’Italia, per aggiornare in tempo reale tv e radio; non vorremmo pero’ ricevere la sua bolletta del telefono!
Leopoldo Costa, per le continue sollecitazioni via radio a tenere vive le discussioni sui vari argomenti trattati
Silvio Giacon, per aver rallegrato il gruppo con la sua simpatia
Igino Gaiani, per la serieta’, professionalita’ e l’esperienza da fuori stradista
Walter Masiero, per la semplicita’ e la simpatia dimostrata
Lucio Zanin, per aver scherzato su tutto, in modo da renderci meno pesanti le giornate
Roberto Guarato, perche’ insieme a Lucio, ha fatto divertire sempre tutti i bambini che incontravamo dimostrando la sensibilita’ giusta
Dario Formentin, per aver immortalato ogni momento del viaggio con foto bellissime
E a me stesso, per l’idea
Questo viaggio rimarra’ nelle nostre menti e nei nostri cuori per sempre
E ricordo a tutti che nulla e’ impossibile, basta crederci!
Michele Ruffato
